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Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima bozza scadente”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Lettore. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

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Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

Perché lo fai?

  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

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Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
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Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

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MAURIZIO ORTUSO

COPTUTTO-SCRITTO

 E-BOOK PUBBLICATO

CARTACEO PUBBLICATO

BIOGRAFIA

Ho cinquantacinque anni; pertanto non ho più capelli.

Il naso di tipo più ebreo che italiano. La bocca, ben disegnata. Intorno alla bocca non ho mai lasciato si formassero decorazioni di pelo. Il mento, la mascella e le orecchie, sono regolari. Il colorito è lievemente olivastro ma accoglie bene l’abbronzatura.

Sono alto un metro e ottantatré e il mio peso forma si aggira sui settantotto chili. Sono venuto a Lucca nel 2003, il mio solo hobby consistette nel vivere, nel superare la difficoltà dell’esistere. I giovani artisti sono di solito di gradevole aspetto e anch’io lo ero. È più difficile mantenere un aspetto gradevole invecchiando, e, tutto sommato, non invecchio male. Mia madre era calabrese e assomigliava ad una donna tipica del sud, negli occhi soprattutto. I miei occhi assomigliano a quelli di mia madre, ma non assomigliano a quelli di mio padre.

Le mie estremità, mani e piedi, sono ben fatte e mi sento lusingato quando manicure o pedicure mi fanno complimenti. Ho una buona voce e parlo un buon italiano. Il mio accento piemontese è artefatto, in realtà sono anch’io nato al sud è leggerissimo e riaffiora solo quando parlo a lungo.

Chissà cosa vi aspettate del mio carattere e della mia natura spero possano emergere da una descrizione così piatta e puntuale della mia persona fisica, così come avviene da un’immagine dipinta. Vorrei, per esempio, si vedesse che sono forte e coerente, che sono fedele con gli amici e nell’amore. Pertanto non sono mai stato un donnaiolo né un libertino.

COPSOGNANDOLONDRA  Sono paziente e tollerante, con punte d’incontrollato furore. Mi piace provocare la gente, ma sono rispettoso delle opinioni altrui senza tuttavia cedere o venire a compromessi con ciò che penso e sento.

Mi piace dare più che ricevere. Qualcuno mi accusa di essere “simpatico”, e capisco che da un certo punto di vista ciò possa costituire un limite, soprattutto presso le persone sospettose e guardinghe.

Tuttavia, non mi servo della simpatia per imbrogliare nessuno, non vedo perché dovrei essere antipatico. Mi piace vestire in modo normale; bene, se possibile, ma senza ricercatezza.

Mi piace mangiar bene. Bevo abitualmente acqua. Poco o niente vino. Mi piace leggere studiare scrivere e vedere opere d’arte. Amo l’arte segreta, le opere non famose, nascoste nei musei di provincia o in qualche soffitta sperduta di periferia o di campagna. Vado pochissimo al cinema, poco a teatro, tranne che all’opera che amo molto e al cui spettacolo mi piace collaborare; come scenografo, s’intende.

FRONTE-Se-lo-sapevo-non-nascevo_Ortuso-maurizio-Cosimo-01-FILEminimizerREPORT

Il periodo più bello della mia vita fu quando ero nel grembo di mia madre; lì stavo davvero bene. Mangiavo a sbafo, non mi disturbava nessuno, non dovevo lavorare, mi sentivo al sicuro e mi facevo delle lunghe dormite senza essere infastidito. Solo ogni tanto mio padre insisteva nello spingermi più in dentro. Fortunatamente le sue torture duravano solo pochi minuti.

Il giorno più brutto fu quando mia madre decise di buttarmi fuori e mi fece passare le pene dell’inferno; mio padre non c’era poiché era andato allo stadio a vedere la partita. I soldi per farmi nascere in una clinica privata, com’è successo all’erede del Principe di Monaco, non li avevano.

Perciò, come primo incontro, ebbi la sfortuna di trovarmi davanti un’ostetrica alquanto isterica; solo a vederla mi misi a strillare e lei, presa dal panico, cominciò a sculacciarmi a più non posso.

Fu un travaglio, quel giorno, che non vi dico; dalla fretta di buttarmi fuori mia madre non mi fece neanche lavare, mi scagliò nella vita tutto sporco e inzuppato di non so quale strano fluido, senza chiedermi se volevo nascere.

LA MERITOCRAZIA COPFin dai primi giorni avevo capito che ero arrivato nel periodo sbagliato e nel luogo meno adatto. Mi disperavo e, quando strillavo per farmi notare, mia madre, tempestivamente, mi stringeva al suo petto rifilandomi in bocca un capezzolo. Quello, in effetti, non mi dispiaceva, ma era l’unico sollievo a quei tempi.

Per il resto non vi dico; quando la gente mi guardava cominciava a ridermi in faccia e a fare strani gesti. Alcuni mi scattavano le foto, altri cominciavano a sventolarmi davanti alla faccia strani pupazzi.